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19/05/2017 | 09:15

Biagio Antonacci, Cristiana Capotondi, Paolo Rossi, Antonio Cabrini e sono solo. Alcuni dei vip che l'avvento del lido extra-lusso a marchio Briatore aveva richiamato a Otranto e che, ora, guardano invece ad altre destinazioni


Flavio Briatore


Otranto. Non era destinato a risolversi senza strascichi l’addio di Briatore al Salento a seguito del sequestro del lido extra-lusso che avrebbe portato il marchio della sua BillionaireLife. L’avvento del Twiga Beach, infatti, aveva già richiamato verso Otranto tantissimi vip dello spettacolo, dello sport e del jet-set.
  
Cristiana Capotondi, Biagio Antonacci e, ancora, i campioni del mondo ’82 Paolo Rossi e Antonio Cabrini, erano solo alcuni dei divi attesi nel borgo adriatico per l’estate 2017, nomi che, adesso, sembrano invece guardare altrove dopo il blocco imposto al cantiere idruntino per presunto abusivismo edilizio.
  
A rivelare l’indiscrezione,  qualora ci fosse bisogno di prove, è stata la futura book-manager della struttura, Martina Cabrini, figlia del celebre calciatore, che dalle pagine de La Gazzetta Del Mezzogiorno non ha nascosto la sua amarezza per quanto accaduto pochi giorni fa.
  
“Ci tengo molto a questo lavoro – ha dichiarato la Cabrini, anche lei con il contratto attualmente ‘congelato’ – ho sposato in pieno questo progetto perché credo nella sua enorme potenzialità di attrarre qui a Otranto un continuo flusso di gente. Vip che richiamano altri vip con un passaparola impressionante che già era iniziato per la serata inaugurale prevista ai primi di giugno. L’obiettivo è quello di lavorare bene e soprattutto per il bene di questa città, che è un vero gioiello incastonato sulla costa adriatica”.
 
“Abbiamo messo su un team molto preparato –ha proseguito la manager– che era riuscito a predisporre un ricchissimo pacchetto da offrire. Avevamo già una bozza di calendario artistico con le date di alcuni eventi già stabilite ma, per ora, è tutto fermo. Mi auguro che la vicenda giudiziaria si sblocchi il prima possibile consentendo a imprenditori e dipendenti di offrire servizi di ottima qualità a un territorio che se lo merita. Stiamo aspettando tutti un segnale positivo e siamo molto fiduciosi, convinti che la magistratura saprà svolgere con assoluta correttezza il suo lavoro”.
  
Parole simili, le sue, a quelle rilasciate in una nota di ieri dalla CerraSrl, titolare del progetto, nonché dallo stesso Flavio Briatore che, non più tardi di due sere fa, è tornato sull’argomento dagli studi di ‘Porta a Porta’, trasmissione durante la quale non ha esitato a criticare ancora una volta il sistema burocratico italiano reo, a suo dire, di impedire un reale e concreto sviluppo del nostro territorio.
Certo, è innegabile che, agli occhi di molti, Mr Billionaire possa non apparire propriamente come il più affabile e simpatico dei dirigenti d’azienda, tuttavia i suoi successi nei campi più svariati dell’economia, dello sport e dell’imprenditoria in generale, sono sotto la luce del sole e, per tale ragione, incontestabili.
  
Qualcuno ha detto che, forse, è stato sbagliato il suo modo di porsi, altri, ancora, che una certa idea di turismo non rispecchia quella che il Salento ha finora perseguito (e vai a capire qual è!).
  
Vero è, però, che di strutture simili a quella che CerraSrl stava realizzando in quel di Otranto ve ne sono più d’una lungo le nostre coste ma, nei confronti di quest’ultime, l’atteggiamento adottato è stato probabilmente diverso.
  
Ciò che, a questo punto, resta da chiedersi, è se possiamo essere totalmente sicuri che, tutta questa vicenda, si fondi su un principio di genuino rispetto della legalità e dei vincoli ambientali (ed è quello in cui tutti confidiamo e che, soprattutto!, auspichiamo) o se, ancora una volta, non sia invece l’ennesimo risultato dei soliti preconcetti di cui, il Salento, è troppo spesso, e da troppo tempo ormai, succube.
  
Luca Nigro




Autore: A cura della Redazione

1 commento inserito
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  antonio
Commenti: 26

utente dal 31/08/2016
non sono d'accordo sui preconcetti. C'è proprio una lobby che ricatta e "olia" i punti giusti perché la costa degli Alimini (come altre ovviamente) è strettamente controllata da gente che gestisce bagni e bar in riva al mare e non pagano (o pagano una miseria) gli affitti e concessioni statli/regionali/provinciali, lavorano prevalentemente in nero e non pagano le tasse con ricadutra ovviamente sulle tasse dei cittadini onesti che debbono pagare di più. A questi speculatori/approfittatori si uniscono qualche ambientalista attempato (anche questo rigorosamente nullafacente e evasore) oltre a qualche radical chich magari con dimora in salento del valore di svariate centinaia di migliaia di euro. In pratica avete mandato via, per qualche chilo di terra smossa in più, una società che dava lavoro ai giovani e pagava le tasse al territorio. Geniale !! Bravi !! Meritevoli di insegnare alla Luis......