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10/04/2017 | 11:52

​Sono stati notati mentre passeggiavano alle prime luci dell'alba per le strade del centro storico di Otranto. Era un gruppo di migranti, tra cui anche bambini molto piccoli, appena sbarcati. Sono stati accompagnati nel centro di prima accoglienza Don Tonino Bello.


Piazza dei giardini pubblici - Otranto


Otranto. Con il bel tempo e le condizioni del mare “favorevoli” il Salento torna ad essere terra di sbarchi, meta ultima dei viaggi della speranza. Intere famiglie, probabilmente di origine curdo-irachena, sono state “notate” alle prime luci dell’alba da alcuni cittadini, mentre camminavano per le strade del centro storico di Otranto.
   
75 persone, tra cui molte donne e più di trenta bambini, anche molto piccoli, tenuti stretti tra le braccia dalle mamme, sono stati fermati dagli uomini delle forze dell’ordine e accompagnati, come disposto dalla Prefettura di Lecce, al Centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” della Città dei Martiri, dove resteranno, in attesa delle operazioni di foto-segnalamento. Tutti i migranti stanno bene, come hanno potuto accertare gli operatori sanitari della croce rossa. Solo una donna, con la figlia, è stata accompagnata in Ospedale per un lieve malore.
   
Il passo successivo toccherà al Pool antimmigrazione clandestina della Procura della Repubblica che proverà a “ricostruire” il viaggio dei migranti e, come spesso è accaduto in passato, se tra i cittadini stranieri si siano nascosti anche gli scafisti anche se, è più probabile, che abbiano ripreso il largo dopo aver concluso la traversata.  Non c’è traccia, infatti, dell’imbarcazione che avrebbe trasportato il “carico” umano in una delle calette rocciose di cui è disseminata la costa salentina.
   
Potrebbe essere solo il primo di una lunga serie di sbarchi che, come ha insegnato la storia, subiscono un’impennata quasi allarmante durante la bella stagione.   




Autore: A cura della Redazione

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