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10/02/2017 | 14:43

Stando alle indagini delle forze dell'ordine, nonché dalle testimonianze dirette dei migranti, i due cittadini russi sarebbero gli scafisti che ieri sono stati intercettati dalla Guardia Costiera al largo di Otranto.


La guardia costiera nel porto di Otranto


Otranto. Si sono concluse nella tarda serata di ieri le indagini svolte dai militari della Guardia Costiera di Otranto che hanno portato all’arresto di due cittadini russi, coinvolti nello sbarco avvenuto nel porto della “Città dei Martiri”. Circa una novantina di persone, infatti, è stata soccorsa dalle motovedette appartenente alle unità di Otranto, Santa Maria di Leuca e Gallipoli. Momenti concitati conclusi, per fortuna, con il loro salvataggio. Infine, il trasferimento al Centro di Prima Accoglienza “Don Tonino Bello”. Presenti nella barca a vela soprattutto donne e bambini. Fin da subito, la posizione dei due cittadini russi – trovati a bordo dell’imbarcazione utilizzata per raggiungere le coste salentine da parte degli ottantanove migranti irregolari – era apparsa alquanto “ambigua”.

Nel corso della mattinata, inoltre, è emerso come l’imbarcazone fosse stata noleggiata nei giorni precedenti allo sbarco in Montenegro per poi fare rotta in Grecia dove, di fatto, sarebbe avvenuto l’imbarco dei migranti irregolari. Una volta partiti, gli scafisti avrebbero fatto rotta verso l’Italia ma a quel punto sono stati intercettati dai mezzi navali della Guardia Costiera.

Il coinvolgimento dei due cittadini russi sarebbe stato confermato, tra le altre cose, dalle testimonianze dei migranti giunti nella giornata di ieri nel porto della località idruntina e raccolte dagli investigatori.

Pertanto, l’autorità giudiziaria ha disposto per i due scafisti la custodia cautelare personale in carcere.




Autore: A cura della Redazione

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