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15/05/2017 | 18:51

Per tutelare il buon nome del Twiga e del suo patron Flavio Briatore Ŕ stato sospeso il contratto di licenza del marchio concesso a Cerra, la societÓ proprietaria del terreno su cui doveva sorgere lo stabilimento extra lusso.


Il cartellone del Twiga di Otranto


Otranto. Come era prevedibile, la notizia dei sigilli al cantiere del «Twiga Beach Club», lo stabilimento balneare a cinque stelle di Otranto a cui Flavio Briatore aveva concesso l’uso del marchio, ha innescato una serie di eventi a catena. I lavori bloccati per presunte irregolarità inevitabilmente pesano come un macigno sull’apertura del lido extra lusso a picco sul mare, che avrebbe dovuto attirare, come aveva dichiarato mister Billionaire, quei turisti che snobbano le masserie e pronti a spendere più di mille euro al giorno in caviale e champagne.
  
Con i riflettori ormai accesi e puntati su quel bellissimo tratto di costa, era inevitabile che Raffaele De Santis, Presidente del Consiglio di Amministrazione di «Cerra» (iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto), mettesse i puntini sulle i al fine di evitare ulteriori mistificazioni della realtà, come si legge in una nota in cui parla a nome di tutti i soci della società proprietaria del terreno sul quale dovrebbe sorgere il Twiga: «prima di iniziare i lavori – dice – la società ha seguito un complesso iter burocratico-amministrativo all’esito del quale ha legittimamente ottenuto una concessione edilizia corredata da ben 11 pareri favorevoli da parte di tutte le pubbliche amministrazioni coinvolte nel procedimento amministrativo».
  
«Il provvedimento di oggi – chiarisce – è un sequestro probatorio dell’area interessata dal progetto volto a consentire una valutazione tecnico-giuridica e, pertanto, disposto anche nell’interesse degli imprenditori che stanno investendo per la realizzazione di questo progetto nel rispetto di quanto espressamente previsto dalla concessione edilizia».
  
L’altra conseguenza, è che Cerra S.r.l. e Billionaire Lifestyle S.a.r.l. hanno deciso di sospendere – almeno sino a quando la situazione non sarà chiarita a livello giuridico – l’unico legame che legava e teneva unite le due società: il contratto di licenza del marchio al fine «di tutelare il buon nome Twiga e quello del suo fondatore, il signor Flavio Briatore, che sono del tutto estranei agli accertamenti in corso».
  
Ultimo, ma non ultimo effetto, è la sospensione dei sessanta pre-contratti di lavoro stipulati con il personale selezionato, nonché le attività delle aziende e dei fornitori coinvolti nella realizzazione del progetto.
  
«Con massima fiducia nella magistratura inquirente e spirito di collaborazione – conclude la nota –  Cerra S.r.l. auspica che le dovute verifiche tecnico giuridiche siano espletate in tempi brevi, così da consentire l’avvio dell’attività prevista evitando ulteriori danni economici e di immagine per la società e per gli imprenditori interessati, i cui valori fondamentali sono il rispetto della legge, la tutela del paesaggio e lo sviluppo sostenibile del territorio».




Autore: A cura della Redazione

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